La fascite plantare

La fascite plantare e' un rischio nello sport e per il podista. E' una patologia che riguarda i fasci fibrosi della pianta del piede che puo' avere cause e sintomi molto diversi.
I sintomi della fascite - A volte compare come un dolore acuto e intenso al centro del tallone, altre volte il dolore si origina al centro della pianta del piede e continua fino alle dita, altre volte ritorna "indietro" e risale fino alla gamba.
Anche l'andamento temporale del dolore puo' essere molto diverso: nei casi piu' leggeri e' un dolore non acuto che permane per tutta la durata della corsa ma che, essendo a bassa intensita', permette comunque di correre. Altre volte e' cosi' intenso o localizzato da impedire non solo la corsa, ma anche la camminata. Anche le modalita' di insorgenza sono diverse: puo' apparire in forma acuta (specie dopo uno sforzo intenso ai limiti delle proprie possibilita') o essere progressivo. Anche nei casi meno dolorosi, trascurare la fascite plantare e continuare a correre puo' essere molto deleterio , in quanto questo tipo di patologia non regredisce certo spontaneamente e continuare la pratica dell'attivita' puo' solo far peggiorare il problema fino ad arrivare ai casi piu' dolorosi.
Si tratta di una delle patologie piu' frustranti per il runner perche' il dolore sotto il tallone o in generale al fascio plantare continua anche durante il giorno e addirittura puo' essere massimo al mattino, appena scesi dal letto.

Cos'e':

Si tratta di un'infiammazione delle fibre (entesite) che stanno sotto il piede; naturalmente molto spesse e resistenti, possono pero' essere soggette a stress insopportabili: il calcagno e' infatti l'osso piu' grande del piede ed e' anche quello maggiormente sollecitato. Le fibre del fascio plantare si attaccano al tallone e si allacciano alle dita.

Le cause:

Un'eccessiva sollecitazione del tallone provoca un'infiammazione nell'inserzione dei fasci o, peggio, lungo tutta la loro estensione.
Anche una ridotta estendibilita' del tendine d'Achille puo' provoca una fascite, tanto che si individua la fascite come una delle "conseguenze" piu' comuni di un intervento al tendine d'Achille in seguito a tendinosi o rottura dello stesso. Anche alcune caratteristiche anatomiche, come il piede piatto o cavo , possono portare a episodi di fascite. Altre cause tipiche possono essere un improvviso aumento del chilometraggio non supportato da opportuna preparazione, una frattura da stress o l'artrite (sindrome di Lyme). La cosa poi in genere e' aggravata dal fatto che i ritmi di corsa sono lenti con appoggio totale del piede e maggiore pressione. Paradossalmente, un ritmo veloce e molto piu' impegnativo, avendo un tempo d'appoggio minore, sollecita meno il fascio plantare.
A patto pero' di non esagerare con la qualita', perche' una buona percentuale di casi (10%) e' dovuta a sedute troppo veloci e frequenti con scarpe poco protettive.

Per capire perche' al mattino il dolore e' piu' acuto, occorre considerare che di notte i piedi assumono una posizione rilassata, con le punte verso il basso: in questo modo il tendine d'Achille si "accorcia" e con esso anche il fascio plantare. In condizioni normali cio' non causa problemi, ma se e' in atto un'infiammazione delle fibre, esse alla ripresa della posizione a 90 gradi del piede non riescono a stendersi (rimangono rattrappite) e il dolore e' molto acuto.


Il trattamento della fascite plantare si basa sul riposo iniziale e sul controllo dell'infiammazione. Vediamo allora quali sono le regole piu' importanti da seguire per facilitare la guarigione.

Plantari:

sono spesso la chiave per sconfiggere definitivamente la fascite plantare. Questi plantari possono permettere ai pazienti di continuare le loro attivita' sportive, lavorative e ricreative senza dolore.

Riposo:

sospendere per qualche settimana gli allenamenti ed evitare di camminare o rimanere in piedi troppo a lungo, specie su superfici rigide.
Il riposo iniziale aiuta solitamente ad alleviare il dolore e a ridurre l' infiammazione locale.

E' molto importante sospendere gli allenamenti alle prime avvisaglie della fascite plantare: ignorare il dolore continuando ad allenarsi o sopprimendolo con farmaci specifici, favorisce infatti la cronicizzazione della patologia complicandone notevolmente il trattamento.
Se il dolore e' particolarmente intenso ed accentuato dal carico il soggetto non deve esitare ad utilizzare delle stampelle per scaricare completamente il piede dolente.

Ghiaccio:

particolarmente utile quando insorgono fitte dolorose poiche' favorisce l'attenuazione di alcuni dei sintomi tipici della fascite plantare come il dolore al tallone. A tal proposito si consiglia di collocare un sacchetto di ghiaccio o una bottiglietta di acqua ghiacciata al di sotto del proprio tallone per circa 15 minuti tre o quattro volte al giorno.

Esercizi di allungamento:

lo stretching aiuta a distendere i tessuti che circondano il calcagno, favorendo la guarigione dalla fascite plantare. Vediamo ora alcune semplici esercitazioni da effettuare al mattino appena svegli dopo aver consultato il parere di un medico:
In piedi, di fronte alla parete, a circa un metro di distanza. Collocare il piede sano in avanti rispetto all'altro. Mantenere la gamba posteriore diritta con il tallone appoggiato a terra e le punte dei piede diritte in avanti. Appoggiare le mani al muro e lentamente inclinare in avanti il busto fino ad avvertire una certa tensione a livello del polpaccio. Mantenere la posizione per venti secondi e ripetere 3-4 volte. Se la tensione avvertita e' leggera anche con il busto molto inclinato, distanziatevi maggiormente dalla parete.
Ripetere lo stesso esercizio mantenendo la gamba posteriore leggermente piegata. In questo modo si andra' ad allungare maggiormente la parte inferiore del polpaccio.
Seduti a terra su una superficie rigida con la gamba del piede dolente tesa in avanti e l'altra piegata. Il piede colpito da fascite plantare va mantenuto diritto ed appoggiato soltanto sul tallone. Avvolgere un asciugamano o un elastico attorno alla volta plantare del piede dolente ed impugnarlo alle estremita'. Delicatamente tirare l'asciugamano verso il corpo percependo la tensione dei muscoli della parte posteriore della coscia e della fascia plantare. Mantenere la posizione per 20-30 secondi e ripetere 3-4 volte. Se la tensione avvertita e' leggera riponete l'asciugamano e ripetete l'esercizio inclinando il busto in avanti cercando di tirare verso di voi la punta del piede.
Posizione eretta o seduta. Con il piede colpito da fascite plantare scalzo afferrare un tovagliolo con la punta delle dita, sollevarlo leggermente, lasciarlo cadere e ripetere venti volte. Un alternativa a questo esercizio consiste nel rimettere in una tazza delle palline sparse sul pavimento con l'ausilio delle sole dita del piede.
Salire su uno scalino con entrambi i piedi. Appoggiandosi alla parete o aggrappandosi alla ringhiera, arretrare il piede dolente in modo che il tallone sia libero di scendere verso il basso. Lentamente e senza forzare troppo l'allungamento abbassare il tallone; non appena si percepisce una leggera tensione al polpaccio fermare la discesa, mantenere la posizione per circa venti secondi e ritornare nella posizione di partenza. Ripetere 3-4 volte.
Con la pianta del piede appoggiata al terreno sollevare le dita mantenendo il tallone in appoggio. A questo punto abbassare le dita toccando il terreno ad eccezione dell'alluce. Abbassare l'alluce, tenerlo appoggiato al terreno e sollevare soltanto le altre quattro dita. Ripetere per venti volte.
Seduti su una sedia, con le ginocchia flesse a 90° ed entrambi i piedi completamente appoggiati al pavimento. Alzare verso l'alto la punta del piede colpito da fascite plantare mantenendo il tallone appoggiato al terreno. Mantenere la posizione per 5 secondi, rilassarsi e ripetere l'esercizio dieci volte.
Con il piede colpito da fascite plantare scalzo e con il ginocchio omolaterale flesso a 90°, appoggiare una lattina ghiacciata sotto la volta plantare. Esercitando una leggera pressione far rotolare la lattina dal tallone sino alle dita e viceversa. Ripetere i movimenti per 3-5 minuti. Questo esercizio e' particolarmente utile al termine della seduta in quanto unisce gli effetti benefici dell'allungamento e della propriocezione a quelli altrettanto positivi della crioterapia.

Farmaci antinfiammatori:

particolarmente utili per far diminuire l'infiammazione locale possono essere somministrati per via orale o topica.

Alcune Terapie Fisiche si sono dimostrate efficaci nella cura della fascite plantare, tra queste ricordiamo ultrasuoni, ionoforesi, fonoforesi, massaggio ed onde d'urto (litotritore). Proprio queste ultime aumentano la velocita' di rigenerazione legamentosa causando veri e propri microtraumi all'interno dell'aponeurosi plantare. Nonostante l'apparente contraddizione queste onde d'urto aumentano la capillarizzazione locale ed il metabolismo cellulare favorendo il processo di riparazione spontanea del tessuto legamentoso.
Se tutte queste opzioni terapeutiche hanno successo e' importante che il paziente continui a praticare gli esercizi di allungamento ponendo molta cura nella scelta delle calzature. In questo modo si potra' scongiurare la ricomparsa della fascite plantare, che talvolta dopo un'apparente guarigione si ripresenta nel giro di pochi mesi. In particolare andra' attentamente valutata l'ipotesi di ricorrere a specifici plantari in grado di proteggere il tallone ed equilibrare la distribuzione dei carichi sulla pianta.